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È LA MODA BELLEZZA,È LA MODA!

Capitolo IV
1. Lungo il corridoio stretto
del vagone qui in questione
sostava un giovinetto
con aria da sbruffone.
5.Portava un cappellino
con la visiera dietro
che raccoglieva un crine
a coda, lungo un metro.
9.Ed un giubbotto a pelle,
in pelle consumata,
gli striminziva quelle
spallucce a camerata.
13.Anelli d’ogni tipo
vantava con cipiglio.
Al naso, in ogni dito
e pure al sopracciglio!
17. In vita, a bella vista,
sfoggiava la mutanda:
la griffe dello stilista
impressa sulla banda.
21.Pertanto il pantalone
cadeva annichilito
con il cavallo prone
a terra ormai sfinito.
25.Un ritmo nauseabondo
sgorgava dalle orecchie:
sembrava più un affondo
di lam(e) di spade vecchie!
29.Stirandosi poi il collo
sbattendo il capo a lato
danzava come un pollo
a tempo indiavolato
33.Alla vision di tale
figura sciagurata
al buon Giustino sale
in viso una fiammata
37.Quella “braga buida”
ed il metal sonoro
suonava a lui da sfida
al senso del decoro.
41.Così all’improvviso
sbottò come un vulcano:
paonazzo venne il viso
e l’occhio da marziano.
45.Giustino:Vergogna,vergogna, vergogna!
Né pudore nè dignità v’è più!
Così sbragato, così alla gogna:
ma dove andrà sta gioventù?
49.Nino: Giustino che cosa ti succede?
Che hai visto mai, ti senti bene?
All’ira il cuor finirà che cede!
Calmati! All’umor conviene.
53.Sara: Di che gioventù parli?
Di quella persa, che più non hai?
I giovani, ti sbagli,
gli errori vostri pagano, semmai!
57.Giustino: Non faccia la maestrina, sa dottore!
O mi conferma con ‘sto suo dire
che l’eleganza, il senso del pudore
ai giovani, come lei, fan inorridire!
61.Clara: Andiamo, andiamo Giustino!
Non ti sembra di esagerare?
La sveglia, di buon mattino,
ti ha stranito anche il pensare?
65. Giustino: Ma l’hai visto quello là’?
Com’è conciato! Che portamento!
Mia cara Clara, come si fa
a non provar ribollimento?
69.Clara: Giovani si è una volta sola:
sognatori e pertanto un po’ribelli.
Esagerati come coca-cola.
Annegati ed ingannati dai modelli.
73.Nino: Non così fosti di certo tu!
Ma il mondo l’hai cambiato?
Quel ch’adesso non v’è più,
l’avevi forse desiderato?
77.Giustino: Che domanda è mai questa?
A rifarlo c’ho provato!
Senza grilli per la testa,
quando giovane son stato.
81.Sara: E dunque ribolle per cosa?
Per la mutanda svelata?
O semplicemente per la posa
trasgressiva, sinistrata!
85.Giustino: Con le toppe sul sedere ci si andava
non per vezzo di una moda stravagante,
chè sui fianchi a ben vedere scivolava
sol miseria ed una fame dilaniante!
89.Nino: A dir vero, sotto quella rattoppata,
ben altro panorama si celava!
Ché la veste e la mutanda inamidata
eran lustro di chi il culo dimenava.
93.Giustino: C’era fame e solo a questo
era attento il sentimento:
al lavoro, a quello onesto
curvo, senza mai un lamento!
97.Sara: Ma risponda alla domanda:
lei ribolle per che cosa?
Perché è fuori di mutanda
o di testa per la posa?
101.Giustino: La risposta già le viene
detta dal suo stesso dire:
quel suo “fuori” dice bene
del perché sto a ribollire!
105.Clara: A vederlo sembra tale
ma ne parli – e qui ti sbagli –
come fosse in generale
gioventù senza spiragli.
109.Nino: Ci sono sempre stati
e quello n’è un accenno:
giovani scapestrati,
a vederli, senza senno.
113.Sara: Che ricami, quanto dire!
Giudicate in superficie.
Dietro a questo suo apparire
mal si pensa, mal si dice!
117.Giustino: Lei si sbaglia, non capisce:
quello sbrago mi ripugna!
Non insista o qui finisce
ma non getto via la spugna!
121.Clara: Lo sbrago è assai comune,
in giovani e vecchietti.
L'eleganza ormai è un barlume
con qualsiasi cosa metti.
125.Sara: Ma è la moda mia bellezza!
Che non si dica mai:
“ 'sta gioventù è monnezza
mefitica di guai!
129.D’un tratto fischiò il treno
sul finir di quello scambio
a sancir d’umore il cambio
di vedute senza freno.
133.E rallentando piano
col solito scossone
anche la discussione
s’arresta sul binario.
137.Si svuotano i vagoni
con matematico tempismo.
È noto automatismo
dei giornalier coloni.
141.Scendendo dal sagrato
della solita stazione
ognun si ricompone,
qualcun già tira il fiato.
145. Il giovane sbragato
e pure il buon Giustino
col passo dell’alpino
e l’altro molleggiato.
149.Milano nervosetta
li aspetta innamorata
ad un caffè in volata
di corsa, via di fretta!
153. E sgambettando vanno
dettando piano piano
il tempo a una Milano
col cuore già in affanno!